di Massimo Zangarelli
 
" L’esordio artistico nel segno di una continuità creativa"
 
Può stupire l’esordio artistico di Fabio Mancini , ma solo chi non ne ha seguito i trascorsi professionali apprezzando la qualità nell’agire e la sottigliezza nella individuazione delle soluzioni, umane prim’ancora che organizzative, di fronte alle problematiche non solo aziendali che è stato chiamato ad affrontare con ruolo ogni volta crescente di responsabilità gestionale.
 
Dunque l’Autore in questa prima rassegna (che meglio sarebbe definire anteprima di mostra) sintetizza le sue non comuni doti manageriali con quelle mai dimenticate dovute agli specifici studi giovanili, che gli hanno sempre consentito di arricchire di valore aggiunto la sua attività.
 
Un quid fatto di Sensibilità per identificare, oltre le ordinarie apparenze, le peculiarità di valore di persone e situazioni, nonché di Creatività per rendere una progettualità ,già adeguatamente perseguita sul piano tecnico ,ancor più importante attraverso le intuizioni dell’ ”Interiors” che vanno notoriamente oltre gli elementi del razionale.
 
Ecco allora l’approdo , non così improbabile verso un esternazione espressiva ancora in divenire, chè la ricerca è evidente nel suo ancor breve ma già distinto percorso artistico , con dei risultati , questi si, stupefacenti, sia per il piglio del tratto sia per l’articolata complessità realizzativa.
 
Le sue opere, specie gli stucchi su tavola, non posseggono il senso compiuto banalmente inteso ma svelano a chi le guarda un mondo sensazioni innanzitutto rasserenanti prima ancora che intriganti e ( talora) persino ammiccanti nel suggerire lineamenti e colori di straordinario equilibrio non solo formale e nel lasciar intravedere suggestioni ancestrali di rupestre memoria cosiccome immagini evocative di inconscia futuribilità.

 
Massimo Zangarelli
 
Città di Castello, 17 Ottobre 2005